PRESTO UNA NUOVA PORTA D’INGRESSO AL POLO INDUSTRIALE DI AMARO, CON LA NUOVISSIMA SEDE DELLA D’AGARO AUTOTRASPORTI CHE INGENTILISCE TUTTA L’AREA

Da sinistra: Angelo D’Agaro e Danilo Farinelli

La pandemia ha allungato i tempi solo di un mese, per il trasferimento nella nuova sede operativa della D’Agaro Trasporti, all’ingresso del primo polo industriale della Carnia.
‘Ci trasferiremo alla fine di ottobre, anziché a settembre – spiega Angelo D’Agaro, alla guida dell’azienda insieme ai figli Stefano e Angela – lo stop del Covid ci ha rallentato i tempi previsti solamente di un mese’.
L’inaugurazione della nuova sede dell’azienda di autotrasporti annuncia anche un nuovissimo ingresso all’area industriale, che sarà resa avveniristica dalla nuova struttura proprio adiacente alla rotonda che offre l’accesso alla Carnia ed alla sua zona industriale. Con una pensilina imponente e di design.
Investimento complessivo di 2 milioni di euro.
‘Confidiamo di trasferire gli uffici nel nuovo quartier generale entro ottobre – conferma D’Agaro – con la creazione della nuova pensilina, di grande impatto simbolico oltre che tecnologico’.
Fatturato a 5,5 milioni ed aumento della forza lavoro passata da 40 a 48 unità.
‘Siamo estremamente soddisfatti della nuova sede direzionale della D’Agaro – spiega Laura Zanella, sindaco di Amaro – la nostra area industriale è poderosa in termini di illustri aziende che la compongono e come tale, è degna di un ingresso che sappia suggellare il suo valore’.
Vediamo completarsi una prima fase del percorso di investimento dell’azienda – il commento di Danilo Farinelli, dg del Carnia Industrial Park – che genera valore per tutto il Parco Industriale. Un percorso nel quale ciascuno ha fatto bene la propria parte. Le istituzioni, Comune di Amaro e assessorato alle Attività produttive della Regione FVG, il Consorzio industriale accrescendo il numero di aziende insediate che hanno generato richiesta di nuovi servizi di trasporto e logistica. E soprattutto la Autotrasporti D’Agaro, con le proprie scelte di investimento nelle nuove tecnologie, valorizzando la forza lavoro locale, programmando con grande anticipo il passaggio generazionale e realizzando una bellissima nuova sede aziendale’.

RedazionePRESTO UNA NUOVA PORTA D’INGRESSO AL POLO INDUSTRIALE DI AMARO, CON LA NUOVISSIMA SEDE DELLA D’AGARO AUTOTRASPORTI CHE INGENTILISCE TUTTA L’AREA
Leggi tutto...

FOGOLÂR FURLAN, PITTONI: ‘UNA RISORSA NON UTILIZZATA AL MEGLIO’

Francesco Pittoni adagiato vicino al tipico Fogolâr

di Danielle Maion

Francesco Pittoni, presidente del Fogolâr Furlan di Roma dal 2014, vanta una lunga appartenenza al sodalizio romano di cui è socio dal 1964.
Nato a Roma il 28 dicembre 1942, è figlio di Giacomo originario di Imponzo di Tolmezzo (Ud). Dopo la laurea, Pittoni è impegnato in numerosi progetti che riguardano impianti petrolchimici, siderurgici e opere infrastrutturali, realizzati in Europa, Africa, Medio Oriente, Asia e America del Sud.
Pittoni è un friulano di seconda generazione ma non per questo meno legato al territorio d’origine della sua famiglia. Fa da scenografia all’intervista, la sua settecentesca casa di Imponzo.

Giardino di casa Pittoni

Si reca spesso in Friuli?
«Vengo in Carnia tre o quattro volte all’anno, cosa che facevo anche prima con mio padre, anche se la nostra permanenza nella casa di Imponzo era limitata al periodo estivo.»

Si sente quindi in qualche modo legato alla Carnia?
«Mi riconosco molto bene nella cultura locale con cui ho sempre avuto modo di confrontarmi. La mia permanenza sul territorio carnico non è quindi vissuta come uno stacco da Roma, bensì come un percorso naturale. Un senso di identità e appartenenza rimane e lo dimostrano anche i giovani del Fogolâr di Roma che sono ormai “poco friulani”, ma ben presenti e attivi all’interno dell’associazione.»

Come vede il Friuli VG?
«In Friuli esiste un seme di cosmopolitismo per cui la sua gente è riuscita, nei secoli, a lasciare la propria terra ed anche a tornarci, a dimostrazione della sua capacità di affrontare il mondo senza mai fare venir meno la sua identità. C’è, da un lato, una forte integrità di questo territorio, nata dalle sofferenze e difficoltà del passato. Questo viene ben percepito da chi viene da fuori, ma non dalla comunità locale. Dall’altro lato, vi è quindi una mancata promozione delle eccellenze regionali ed è proprio questa integrità a dovere essere promossa. Gli stessi Fogolâr, 160 in tutto, presenti in ben 60 Paesi diversi, sono una risorsa e potrebbero essere utilizzati dal territorio a questo scopo ma ciò non avviene.» 

Percepisce una differenza tra presente e passato?
«Ho visto la Carnia con gli occhi di un bambino ma l’impegno profuso da mio padre nel promuovere progetti di sviluppo del territorio, e in particolare del suo paese d’origine, trovava le stesse difficoltà di oggi. Basta leggere il libro sullo “spopolamento in Carnia”, scritto da mio padre Giacomo e da Michele Gortani. Si vede chiaramente come la situazione presentata sia la stessa di oggi. L’unica differenza è che non è più giustificabile per un territorio sviluppato, con strade, infrastrutture, sistemi di comunicazione, ecc.»

Durante i suoi numerosi viaggi, ha potuto cogliere qualche somiglianza, affinità tra il popolo friulano e le genti di altre nazioni?
«Mi piace molto fare confronti e “studiare” le popolazioni diverse. In Asia, e in particolare in Thailandia, ho notato che le imprese locali, molto capaci e tecnologicamente evolute rispetto all’Italia di quegli anni, non funzionavano e ho cercato di capire il perché. Mancava loro la programmazione, l’organizzazione del lavoro. Quello di cui mi sono reso conto è che l’uomo non cambia mentre la donna è multitasking in tutte le culture ed è quindi al centro della vita sociale e lavorativa.»

Le sue esperienze più significative da “friulano nel mondo”…
«Dal punto di vista tecnico, la realizzazione del Storebælt bridge in Danimarca, un ponte di 1690 metri con campata sospesa, a quel tempo – anni ’90 – la più lunga al mondo. Si è trattato di un progetto all’avanguardia realizzato anche grazie alla grande capacità organizzativa danese. La Tailandia è stata invece un’esperienza importante dal punto di vista umano, mentre ho lavorato a diretto contatto con le imprese locali.»

RedazioneFOGOLÂR FURLAN, PITTONI: ‘UNA RISORSA NON UTILIZZATA AL MEGLIO’
Leggi tutto...

MALTEMPO IN CARNIA: FAMIGLIA EVACUATA E DANNI AL MURO DI UN PALAZZO STORICO

di Danielle Maion

Il maltempo che ha flagellato il Nord Italia non ha risparmiato il Friuli Venezia Giulia che vede 43 Comuni seriamente colpiti, soprattutto nell’Isontino e nella Pedemontana. A Pontebba (Ud), record di precipitazioni.
Frane, smottamenti, allagamenti e fiumi in piena, un po’ ovunque in Regione, ma “l’episodio è stato comunque abbastanza contenuto” riferisce Amedeo Aristei, direttore della Protezione civile regionale, “molto limitato rispetto all’emergenza del 5/6 giugno per cui era stato chiesto lo stato di emergenza”.
Aristei ricorda, tra gli eventi di rilievo, l’interruzione della fornitura di energia elettrica per 7.500 utenze del territorio regionale, con l’esclusione del Tarvisiano e della Carnia, danni alla viabilità comunale per colata di detriti, la mancata fornitura d’acqua nella Val D’Arzino per 15.000 utenze. L’intervento di rispristino è previsto per giovedì prossimo. L’ultimo evento significativo ricordato si è registrato in Carnia (Ud), nel comune di Arta Terme, dove è stata evacuata una famiglia per la caduta di un albero sull’edificio adibito ad abitazione.
L’acqua ha provocato a Paularo, sempre in Carnia, la caduta di parte del muro che recinta i terreni circostanti l’antico Palazzo Calice Valesio. Il materiale si è poi riversato sulla storica scalinata che dalla strada principale porta all’edificio.

Muro crollato nella proprietà del Palazzo Calice Valesio di Paularo (Ud)

Il maltempo verificatosi in questi giorni non è un episodio isolato e, come riferisce Sergio Nordio, dell’ARPA Fvg, “è diretta conseguenza dei cambiamenti climatici planetari”. “Episodi di questo tipo – prosegue Nordio – sono fuori scala dal punto di vista statistico: la quantità di pioggia caduta è pari a 400 mm, che è equivalente a 400 litri di acqua su un metro quadrato di superficie”. Si tratta di un volume ingente rispetto a quello che è caduto in Veneto e Trentino Alto Adige.
Nordio ritiene tuttavia difficile prevedere se simili episodi accadranno più spesso, “anche se si registra un aumento della frequenza di piogge intense e colpi di vento”.

RedazioneMALTEMPO IN CARNIA: FAMIGLIA EVACUATA E DANNI AL MURO DI UN PALAZZO STORICO
Leggi tutto...

“GUSTO CARNIA” INCANTA I PALATI ANCHE NELL’ESTATE DEL COVID. GRANDE SUCCESSO PER L’APPUNTAMENTO A PAULARO

 

Da sx: Danilo Farinelli, direttore generale di Carnia Industrial Park, on. Aurelia Bubisutti e Paola Schneider, presidente di Federalberghi Fvg


Aria rivitalizzante, panorama naturalistico d’incanto – reso ancora più smagliante nei colori e nei toni da una stagione favorevole – e una ricchezza enogastronomica che non teme concorrenti, anche per la raffinatissima mise en place.
Racchiude tutto questo “Gusto Carnia”, il progetto nato nel 2015 dalla volontà di 8 ristoratori e da un artigiano del gusto dislocati nelle splendide vallate carniche per promuovere un viaggio alla scoperta dei sapori della tradizione friulana in chiave moderna.
Un viaggio che la pandemia non ha certo fermato, come ha mostrato il riuscitissimo appuntamento organizzato a palazzo Calice a Paularo (Ud) in quest’estate 2020. Il contesto, dall’eleganza sobria quanto raffinata, ha reso ancor più apprezzabile un menù originalissimo e invitante: dalle millefoglie di erbe, mousse di caprino e fiori di zucca con Friulano Vigneto Storico 2018 a la paella della Val d’Incarojo abbinata a “La bionda” del birrificio di Cedarchis di Tomezzo; dai funghi gialletti e porcini in zuppetta accompagnati dal Pinot Bianco Dop al gnocco viola, formadi frant, pere, noci e salsa vittoriale da gustare con “La rossa” del birrificio di Enemonzo. Proposte davvero per ogni palato, come hanno dimostrato anche la lievitata di saraceno, sfilacci di maialino leggermente affumicati, velluta fredda di pino mugo o il filetto “secondo Noi!!!”, abbinati rispettivamente con “La bionda canapa” del birrificio di Sauris (Ud) e “L’Ambrata” del birrificio di Imponzo di Tolmezzo.
A portare tanta creatività e bontà in tavola, l’Antica trattoria Al Borgat di Tolmezzo, l’hotel ristorante centro benessere Gardel di Arta Terme, l’hotel ristorante al Sole di Forni Avoltri, l’hotel ristorante Park Oasi di Arta Terme, l’albergo ristorante Riglarhaus di Sauris, l’Osteria Acqua e Farina di Imponzo, e poi Molinari con i suoi salumi e il birrificio di Forni di Sopra, Luca Petris con i formaggi di Malga e lo Schioppettino di Prepotto del 2017 e Zea con la trota affumicata di Sauris unita al Prima Nera, Sumpunate Brut Rosé da Schioppettino. Stupore e piacere gustativo anche al dolce, con il tramezzino ai lamponi e perone rosso con gelato al basilico dell’Artigiano Gelatiere di Tolmezzo. Il gelato ha accompagnato anche l’aperitivo, al gusto di ricotta di malga con trota affumicata.
‘Molto impegnativa è stata l’organizzazione – ha affermato Paola Schneider organizzatrice dell’evento – crediamo però nelle nostre tipicità, uniche, in rappresentanza del territorio, della Carnia’.
Il prossimo appuntamento è nel 2021.

Redazione“GUSTO CARNIA” INCANTA I PALATI ANCHE NELL’ESTATE DEL COVID. GRANDE SUCCESSO PER L’APPUNTAMENTO A PAULARO
Leggi tutto...

COVID, FERRAZZI CONFINDUSTRIA BELLUNO: ‘LE AZIENDE TORNANO IN LOCO, CON LA DEGOBLALIZZAZIONE’

di Danielle Maion

Andrea Ferrazzi, 43 anni, è direttore di Confindustria Belluno Dolomiti dal 2017. L’associazione bellunese raggruppa attualmente circa 370 aziende.

Covid e montagna, cosa è accaduto?
«Quando parliamo di montagna veneta parliamo di Belluno perché buona parte del territorio montano è bellunese. Inutile dire che l’emergenza sanitaria ha avuto un pesante impatto sull’economia veneta, come peraltro in buona parte dell’Italia. Colpito particolarmente il settore dell’occhialeria che lavora moltissimo con gli Stati Uniti. Metalmeccanica ed elettronica stanno per ora ‘a galla’.
Bisogna dire che aziende hanno generalmente retto bene la situazione ma rimane il problema della domanda che per ora manca.»

Com’è cambiata l’economia?
«La crisi sanitaria ha solo accelerato dinamiche preesistenti, in particolare il problema della digitalizzazione e della deglobalizzazione, ossia la rilocalizzazione delle aziende sul territorio.»

Aspetto quindi positivo della crisi…
«Da un certo punto di vista, sì. Riportare le aziende delocalizzate significa creare un’opportunità per intervenire sul territorio con adeguate infrastrutture e una maggiore digitalizzazione porta inevitabilmente a sviluppare le competenze territoriali.»

«In questo particolare momento, quali sono le richieste delle aziende?
Ovviamente ci sono richieste di liquidità, ma avvengono a macchia di leopardo perché provengono soprattutto dalle aziende che avevano già difficoltà nel periodo pre-Covid.»

Come vede i prossimi mesi?
«L’autunno sarà caratterizzato da una situazione molta incerta che darà tuttavia l’opportunità di intervenire con le trasformazioni necessarie per stare al passo con i tempi.»

Veneto e Friuli sono tanto diversi?
«I problemi della montagna sono unici ed è questo uno dei motivi per cui abbiamo messo in atto, nel marzo 2018, un progetto Confindustria cui partecipano Udine e Pordenone. Si tratta di individuare idee progettuali per sviluppare e valorizzare le competenze sul territorio.»

RedazioneCOVID, FERRAZZI CONFINDUSTRIA BELLUNO: ‘LE AZIENDE TORNANO IN LOCO, CON LA DEGOBLALIZZAZIONE’
Leggi tutto...

LATTIERO CASEARIO, NASCE IL CONTRATTO DI RETE ‘FILIERA ARTELATTE’

È stato recentemente siglato a Gemona il contratto di rete “Filiera Artelatte” che formalizza la collaborazione tra un significativo gruppo di aziende impegnate nel settore lattiero-caseario ed il caseificio di Ovaro – Artelatte.

Il contratto di rete nasce con l’obiettivo generale di migliorare l’efficienza e la competitività produttiva delle varie imprese aderenti, garantendo produzioni lattiero casearie di ottima qualità e condizioni di benessere degli animali allevati sempre migliori.

Il progetto prevede infatti la partecipazione di 18 allevatori che sviluppano nel complesso una capacità produttiva annuale di circa 60.000 quintali di latte vaccino, rappresentando una quota di assoluto rilievo nel panorama zootecnico regionale.

Il progetto, coordinato da Filippo Sbuelz, prevede una consistente serie di investimenti, complessivamente per oltre 1 milione di euro, che andranno ad interessare sia gli allevatori che le  imprese di trasformazione e commercializzazione coinvolte.

Gli interventi proposti interessano i vari anelli della filiera lattiero casearia e saranno quindi rivolti in primis al miglioramento della gestione delle colture foraggere, lavorate 800 ha di superfici. Sono poi previsti investimenti finalizzati ad aumentare il benessere degli animali, con adeguati miglioramenti sulle strutture di allevamento che comprendono complessivamente oltre 1.500 capi bovini. Verranno inoltre fatti investimenti sui caseifici: nei quali il latte vaccino viene trasformato in una articolata serie di produzioni casearie, come yogurt, mozzarella, formaggi freschi e stagionati.

Le strutture coinvolte sono rappresentate dal Caseificio di Ovaro – Artelatte s.r.l. e lo stabilimento di stagionatura e distribuzione Pezzetta di Fagagna, con il Caseificio Della Savia di Basiliano, la Latteria di Mortegliano e la Latteria Borgo Centro di Fagagna.

Il progetto è stato presentato in Regione e, verificata la disponibilità finanziaria, potrà eventualmente godere del sostegno previsto dalla Legge Regionale n. 6/2019 art. 33. La specifica linea di intervento, fortemente voluta dall’assessore all’Agricoltura Stefano Zannier ha infatti già consentito di promuovere numerose iniziative nell’ambito del settore lattiero caseario regionale.

RedazioneLATTIERO CASEARIO, NASCE IL CONTRATTO DI RETE ‘FILIERA ARTELATTE’
Leggi tutto...