SAURIS, GLI 81 ANNI DI BEPPINO PETRIS, FONDATORE DELLA WOLF, come vede il futuro economico del Paese? ‘Peggio di così non potremmo andare, quindi non può che migliorare’

Il patron di Wolf di Sauris www.wolfsauris.it, Giusppe Petris, fondatore del noto prosciuttificio dell’alta Carnia (50 dipendenti – e commerce a oltre 2000 clienti) – export 5%; fatturato 14 milioni, ha compiuto, il 15 settembre, 81 anni. Mentre, pochi giorni fa, la moglie Licia, ha soffiato su 76 candeline.
Giuseppe Petris, fondatore della Wolf di Sauris, lei ha compiuto 81 anni a settembre: un bel traguardo? ‘Mi hanno festeggiato e parecchio, anche se non sono mai stato propenso a queste cose. Da piccolo, il giorno del mio compleanno o del mio onomastico scappavo e non mi facevo trovare: non sopportavo che mi tirassero le orecchie. Che brutta abitudine pensavo, perché si deve patire così, non lo sopportavo. Ricordo benissimo che per San Giuseppe me ne stavo fuori tutto il giorno. I miei figli, mia moglie Licia invece ci tengono a queste ricorrenze e quest’anno mi hanno regalato una bella festa’.
Cosa è cambiato dal 1962, da quando fondò la Wolf ? ‘All’inizio la produzione era molto semplice, quasi casalinga. Si lavoravano i prosciutti secondo la tradizione artigianale, in modo assolutamente elementare. Oggi invece, tutto è cambiato. Si modificate molto le normative nel nostro settore e seguire la burocrazia che sta dietro ai vari disciplinari è diventato un compito durissimo. Penso che si sia persa la misura in fatto di mole burocratica, troppe carte, troppo di tutto. Stabilite alcune regole certe e chiare; non dovrebbe esserci altro. Tutto sarebbe più semplice e meno gravoso’.
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Si tratta di un’evoluzione che non condivide? ‘Certo che no. Non ho mai visto un mondo peggiore di quello in cui viviamo oggi. Si potrebbe fare molto e bene per lo sviluppo e la crescita delle aziende in Italia ed invece, accade il contrario. Abbiamo risorse, volontà, idee, ma troppe volte le leggi non ci tutelano e proteggono, come invece dovrebbe accadere. Per fortuna ho i miei figli e la mia famiglia accanto. Ed ho fede, credo fortemente e questo mi ha sempre aiutato nella vita. Insieme ad una certa rettitudine. Ho cercato di fare le cose per bene, di essere corretto con tutti, anche con coloro che hanno lavorato e lavorano con me. Nei riguardi delle persone che, come avviene purtroppo nella vita, mi hanno ‘offeso’ o che in generale non si sono comportati bene, non ho mai tenuto rancore. Ci sono passato sopra e questo ha consentito che tutti mi rispettassero’.
Quali sono stati i momenti più duri che, con l’azienda, ha dovuto superare? ‘Ricordo che pochi anni dopo aver fondato la Wolf, le cose non andavano per nulla bene. La banca il lunedì mi chiamava per capire in quanto tempo sarei rientrato del mio debito. L’unica cosa da fare era chiudere, fallire. Avevo quattro figli molto piccoli da crescere con mia moglie e non avevamo altro che il prosciuttificio. Non abbiamo però mollato, in quel momento in cui tutto faceva presagire il peggio. Nel tempo, i miei figli sono cresciuti in azienda. Stefano soprattutto ha per così dire imparato pure il ‘pavimento’. Ricordo che proprio Stefano (l’attuale ad) venne assunto come un dipendente qualsiasi durante le sue vacanze estive. Ci siamo rimboccati le maniche e ci siamo dati da fare. Ricordo bene un pensiero che feci dopo i primi lavori per incrementare lo spazio a disposizione: dissi dentro di me che per dieci anni ‘eravamo a posto’, l’anno dopo invece ci trovammo punto e a capo’.
Ora e da tempo raccoglie i frutti di quel duro lavoro? ‘Sicuramente, avere cresciuto i figli in un certo modo, ha generato persone in gamba sotto tutti i punti di vista. Conta moltissimo l’educazione. In parte dipende dal carattere di ognuno, ma tanto fa come vengono cresciuti da piccoli, per il risultato finale. Sempre lasciandoli liberi nelle loro decisioni’.
Quale pensa sia l’ingrediente principale nella riuscita della sua vita, oltre la fede e la famiglia? ‘La mia filosofia di vita: non portare mai rancore cercando sempre di aggiustare le cose. Non vorrei dirlo ma ho cercato sempre di mettere in pratica ciò che i vangeli affermano. Non è stata per me solo teoria la fede cristiana. Ho cercato sempre di renderla nella concretezza della vita. Questo comportamento ha pagato e paga. Invito tutti a comportarsi in modo netto e corretto, e perdonare, anche quando sembra la cosa più difficile da fare. Davanti ad un’offesa passiamoci sopra. Ci sorprenderemo nel vedere la reazione dell’altro che si sentirà così, ancora più umiliato’.
Oggi la Wolf è un’azienda all’avanguardia, fortemente apprezzati sono i suoi prodotti. Come vede il futuro? ‘La nostra azienda oggi conta oltre 50 dipendenti, produciamo e commercializziamo una quindicina di referenze, tra cui: il Prosciutto di Sauris IGP e lo Speck di Sauris. Il nostro sistema di lavorazione si avvale delle più innovative tecnologie seppur i processi rimangano di tipo tradizionale ed artigianale. Il futuro? Può sembrare forse un pensiero ‘assurdo’ ma penso che il nostro Paese ed il suo sistema economico peggio di così non possano andare, pertanto, non si può che migliorare’.

Francesca SchenettiSAURIS, GLI 81 ANNI DI BEPPINO PETRIS, FONDATORE DELLA WOLF, come vede il futuro economico del Paese? ‘Peggio di così non potremmo andare, quindi non può che migliorare’