I GIOVANI IN MONTAGNA? ANSELMI: ‘HANNO SOLO BISOGNO DI UNA POSSIBILITA”

di Francesca Schenetti

I giovani in montagna? E’ un tema questo su cui forse molto poco si dibatte. Ad esprimere la sua opinione al riguardo è Vito Anselmi, storico proprietario dell’Hotel Il Cervo di Tarvisio che, desidera fare una seria e profonda riflessione su quanto ha vissuto in prima persona, nell’avviare al lavoro diversi giovani, in particolare la giovane Lisa.

‘La giovane neolaureata Lisa Zamparo (di Tarvisio), mia responsabile marketing, venne assunta presso il nostro albergo appena conseguita la laurea – spiega Anselmi – inizialmente, la impiegai alla reception, attività piuttosto impegnativa e per cui è necessaria molta professionalità. E’ con la reception che il cliente ha il suo primo approccio con l’hotel. In seguito, mi resi conto che le vere capacità di Lisa erano ben dimostrate soprattutto nell’ambito del marketing. Era brava a fare quello, e lo faceva con entusiasmo. Tanto che, decisi di affidarle questo compito. Avevo intuito che in quella ragazza c’erano potenzialità al riguardo. Penso che sia nostro dovere, nei confronti dei giovani, essere onesti intellettualmente, dare loro la possibilità di esprimersi nel campo in cui meglio si sentono capaci e portati’.

E’ arcinoto che, per crescere professionalmente ed anche personalmente, i giovani hanno bisogno di possibilità, metodo e strumenti. Anselmi ha concesso quanto necessario a Lisa.

‘Ovviamente, i giovani devono sapere (anche se dovrebbe essere scontato) che, i sacrifici per realizzarsi nel lavoro, saranno molti. Serve studio, impegno e molto lavoro. Nessuno ottiene nulla in cambio di nulla. Lisa è riuscita a crearsi un ruolo importante all’interno dell’albergo, le ho dato la possibilità di frequentare un master che le ha aperto altri orizzonti. Tanto che, nella mia più totale serenità, sono stato molto felice per lei, quando mi ha comunicato che aveva trovato un’altra opportunità di lavoro, estremamente interessante per lei. Ha già lasciato il lavoro presso la nostra struttura, ma desidero testimoniare con forza questa nostra esperienza, perché anche altri, possano trarre esempio da questa esperienza. Dobbiamo dare una possibilità ai giovani, farli crescere e lasciarli anche andare. Non essere egoisti. Solo così i giovani possono avere un futuro lavorativo appagante, perché no, anche in montagna. E’ nostra responsabilità e dovere comportarci da ‘buon padre di famiglia’’ conclude Anselmi.

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