CAMPOROSSO, LA PICCOLA CHIESA DI SANTA DOROTEA, UN GIOIELLINO DA VEDERE fotogallery

I dettagli. Sono fondamentali. Sempre e comunque. Trovare la piccola chiesa di Santa Dorotea a Camporosso di Tarvisio, aperta, in un giovedì qualunque di luglio, offre diversi spunti di riflessione. Regala accoglienza. Sa di paese curato. Ricercato. Ricco di cultura e storia. Tradizioni. Basta poco alle volte, per rendere accogliente, turisticamente parlando un centro montano. Apertura significa apertura, non chiusura. I dettagli fanno la differenza. Non servono grandi cose.

La fondazione di questa chiesa, di cui è difficile la datazione, si presume risalga tra il 1007 e il 1017. Sul frontone nord del campanile è inciso l’anno 1665 che però si riferisce molto probabilmente ai lavori di copertura. Il 31 luglio 1917 le autorità austriache asportarono le campane per esigenze belliche, che vennero poi restituite dopo la fine del conflitto come indennità. Vennero rifuse dalla fonderia De Poli di Udine nel 1928, come scritto sulle campane. Dopo il terremoto del 1976 la chiesa è stata restaurata. La chiesa di Santa Dorotea sorge su uno sperone di roccia e probabilmente era l’antica chiesa parrocchiale. La facciata si presenta con un piccolo pronao con tetto in legno. L’interno conserva un altare di marmi policromi, un tabernacolo ed un organo che dovrebbero provenire, secondo la tradizione, dal Santuario del Lussari. La navata è decorata con un affresco del XIX secolo.

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