GORTANI, DALLA PASSIONE GIOVANILE PER LA SALDATURA, FINO ALLA CREAZIONE DI UN GIGANTE DA 30 MILIONI DI FATTURATO

Ha iniziato con una grande passione per la saldatura. Mettere assieme quei pezzi, dare forma agli oggetti, a lui, sembrava quasi come donare loro la vita. Gian Paolo Gortani ha cominciato così. Ricorda ancora la sua passione per la saldatura, un’attività che gli è sempre piaciuta e lo ha attratto, quasi fosse una metaforica calamita.
E così, salda che ti risalda, Gian Paolo, un bel giorno decide di mettersi in proprio. E nel 1976, quasi per gioco e con la spensieratezza della gioventù, salda l’azienda che ancora oggi porta il suo nome. Non è un anno qualunque, perché è l’anno del terremoto che sconvolge il Friuli e si trasforma in uno spartiacque per un intero popolo. E anche Gortani ha un motivo in più per ricordare quei tempi. I primi passi, la neonata società li muove ad Arta Terme (Ud), poi si trasferirà nella zona industriale di Amaro (Ud), quartier generale di molte imprese di spicco di casa nostra. Con passione, impegno e dedizione, Gian Paolo si costruisce il futuro, un passo alla volta. Il giro d’affari si allarga e nel 1984 arriva l’assunzione del primo operaio. L’imprenditore carnico ricorda bene, con un sorriso misto di orgoglio e tenerezza, quel momento, perché da allora ne ha fatta di strada.


Oggi, la Gortani è un gigante da 200 dipendenti e un fatturato di 30 milioni. Il core business è nei serbatoi inox per lo stoccaggio e la vinificazione, perché il “nettare degli dei”, al pari dell’industriosità, è uno dei fiori all’occhiello del Friuli. Due eccellenze, insomma, che si uniscono. L’azienda, da 16 anni ospitata ad Amaro, sta producendo numerosi serbatoi per la vinificazione di Moscato e Prosecco. Dentro la “culla” prodotta da Gortani nascono vini di qualità, un biglietto da visita nel mondo per la nostra regione. Il mercato dell’azienda è prevalentemente interno, con l’80% del giro d’affari in Italia. La restante parte guarda all’estero e all’orizzonte ci sono nuovi sviluppi, visto che il Giappone si è di recente interessato ai prodotti che nascono in Carnia.
Il merito è anche della tecnologia di primo piano adottata per i contenitori, capaci di controllare internamente la temperatura, creando le condizioni di caldo e freddo ideali. Non solo: ulteriore qualità viene garantita da un efficace processo di sanificazione, simile a quello che interessa le strumentazioni chirurgiche. E tra i plus dei prodotti marchiati Gortani, anche la possibilità di accontentare tutte le necessità: i prezzi variano da 1.000 fino a 150.000 euro
“Abbiamo appena ricevuto un’importante commessa da 5 milioni di euro, da parte di un gruppo di cantine sociali venete” annuncia, con soddisfazione, Gian Paolo. Lui guarda lontano, saldo al timone di una realtà al vertice nei ‘serbatoisti’ d’Italia. L’acciaio che usa Gortani è di provenienza europea e basta un numero per far capire la mole di lavoro dell’azienda carnica: sono circa 8.000 le tonnellate d’acciaio utilizzate ogni anno. Insomma, un’impresa nata da una piccola passione e che, nel tempo, ha saputo diventare qualcosa di grande. Ma nella vita di Gian Paolo non c’è soltanto il business: tra i suoi gioielli ci sono i figli Federica (che lavora già in azienda), Filippo, Elisabetta e Mattia.

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