VITO ANSELMI (HOTEL IL CERVO): “INVERNO POSITIVO, NONOSTANTE LA POCA NEVE”. L’IMPRENDITORE LANCIA UN APPELLO: “SERVE PIÙ PERSONALE QUALIFICATO, SOPRATTUTTO TRA I GIOVANI”

«Il bilancio della stagione, per quanto ci riguarda, è più che positivo, nonostante sia stato un inverno con poca neve». Vito Anselmi, albergatore e titolare dell’Hotel Il Cervo di Tarvisio, traccia un quadro confortante sulle presenze turistiche registrate negli ultimi mesi nella sua struttura ricettiva, situata a pochi passi dalle piste da sci.

«Nel corso del 2017/18 – prosegue l’imprenditore – siamo arrivati a fine inverno con più tranquillità, complici le copiose nevicate naturali che hanno consentito di sciare fino a Pasqua, che cadeva il 2 aprile. Quest’anno, con le festività pasquali più lontane (il 21 del prossimo mese, ndr), siamo stati costretti a fare i conti con qualche incertezza in più perché il meteo non ci ha favorito. Nonostante questo, è filato tutto liscio e dobbiamo ringraziare il personale di Promoturismo Fvg che ha supplito alle carenze atmosferiche con un lavoro eccellente sulle piste». La recente nevicata sul Tarvisiano ha assicurato un ultimo, positivo “colpo di coda” all’inverno tarvisiano, carrellata ideale sino al giorno di chiusura degli impianti, prevista per il 31 marzo prossimo. «Oltretutto – sottolinea Anselmi – questo ha consentito di soddisfare i clienti che hanno scelto la Valcanale dal 15 del mese in avanti e ora potranno godere di un paesaggio perfetto».
Ecco, a proposito di clienti, da dove sono arrivati i visitatori dell’Hotel Il Cervo nella stagione che si avvia alla conclusione? «Occorre fare un distinguo – evidenzia il titolare -: dall’Immacolata all’Epifania abbiamo avuto molti italiani, soprattutto da Triveneto, Emilia Romagna e Lombardia. Dal 7 gennaio in poi, invece, il quadro è radicalmente mutato: la nostra clientela è stata composta al 90% da stranieri, in particolare da Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria. Per la gran parte si tratta di famiglie, che arrivano di domenica e ripartono il sabato mattina successivo. Nei weekend, così come nella settimana di Carnevale, a fare la parte del leone sono stati invece gli italiani». Il mercato dell’est Europa, con i tre Stati citati, è uno dei più interessanti in chiave futura: «Oltre a essere Paesi vicini, sulla porta di casa, dalla mia esperienza ho notato che si tratta di turisti con una buona capacità di spesa – aggiunge Anselmi -. Proprio per questo, si tratta di visitatori da “coccolare” e sui quali puntare per i tempi a venire. Invito i colleghi imprenditori, ma anche le istituzioni, a coltivare questo terreno, potrà dare grandi soddisfazioni. Io, per esempio, ho già prenotazioni da Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria per il 2020, qualcuna addirittura per l’anno seguente». Tra le curiosità, da segnalare l’arrivo al Cervo di qualche turista spagnolo, norvegese e francese, anche se si tratta di “mosche bianche”, non di certo legati a mercati tradizionali.
Anselmi, titolare di un albergo che dà lavoro a 32 persone e può contare su 56 camere per complessivi 216 posti letto, chiude con una considerazione: «Tarvisio ha ancora ampi margini di miglioramento, è una location straordinaria che ha tutto per calamitare l’interesse di chi vuole passare una bella vacanza – conclude l’imprenditore -. Però, per crescere c’è bisogno di personale qualificato, soprattutto tra i giovani. Io, personalmente, fatico a trovarne. Spero che la situazione possa mutare, e anche rapidamente».

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