FARE IMPRESA IN MONTAGNA? SI PUO’!

Raffaele Fantelli, un giovane attuale pioniere – si potrebbe dire – del fare impresa in montagna. Alla guida della Kito Weissenfels a Fusine (Tarvisio, Ud) a poca distanza dai laghi alpini di montagna, ed in collegamento, quasi ogni giorno, con Tokyo, in Giappone, dove ha sede appunto il colosso Kito. Questo, a dimostrazione che fare impresa in montagna è possibile. A dispetto di quanto si possa pensare. E lo dimostrano i fatti. Anche se, i costi umani ed economici, del fare impresa in montagna sono enormi. I numeri della Kito Weissenfels, impegnata nella realizzazione di catene e accessori speciali, parlano da soli: 10 milioni e 200mila euro a fine marzo di quest’anno, una novantina di persone occupate. Un risultato ottenuto dal 2016, in pochissimo tempo. Fantelli porta un esempio eclatante di successo, suffragato dai numeri di un’altra eccellenza friulana, con stabilimento produttivo proprio e sempre in montagna, la Modulblok, colosso dei magazzini industriali, da quasi 40 milioni di fatturato. E si produce, in quest’ultimo caso, ad Amaro (Ud), all’ingresso della Carnia, in quel baluardo produttivo che tanto appassiona il Carnia Industrial Park che, si è dato, una ‘nuova’ missione. Rendere, per quanto possibile, più facile il lavoro di imprese ed imprenditori costretti ogni giorno a lottare con le difficoltà – logistiche, di reperimento del personale, in special modo altamente qualificato, di costi maggiori, in generale – legate al fare impresa in montagna. ‘Eppure, ci se la può fare’ afferma Sara Savio, della nota famiglia Savio che ha fatto della Modulblok un punto di riferimento nazionale ed internazionale. ‘Siamo al servizio delle imprese in montagna’ afferma Danilo Farinelli, direttore del Carnia Industrial Park, con l’idea di creare un punto nevralgico di attrazione degli investimenti, che parta proprio dall’area montana.

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