PONTE SUL LUMIEI, QUANDO I PONTI FANNO LA STORIA DI UNA INTERA COMUNITA’

Una grande festa per un traguardo importante. Negli scorsi mesi è stato ricordato il 90° anniversario della costruzione del ponte sul Lumiei, con una sentita cerimonia organizzata dalla volontà dei coscritti degli anni 1958 e 1959, dei Comuni di Sauris e Ampezzo (collegati dall’infrastruttura) la Soc. FVG Strade e dagli eredi della ditta Nigris che ha realizzato il manufatto.

Le origini del ponte nascono dai primi passi dei fratelli Annibale e Aurelio Nigris nel 1905. Sono loro a ereditare l’azienda da papà Giuseppe e nonno Luigi. Il ponte sul Lumiei nasce anche grazie al loro impegno e alla loro volontà. Da sempre, Ampezzo era collegato a Sauris attraverso una mulattiera chiamata “La Salina”. Per andare a Sauris bisognava salire sul Pura e poi compiere tortuosi e difficili giri per raggiungere la località; in alternativa, c’era una scorciatoia lungo la valle del Lumiei, non meno complicata. Neve, ghiaccio e valanghe rendevano spesso pericoloso il tragitto. Che fare, allora, per consentire ad Ampezzo e Sauris di disporre di una strada che consentisse di sfruttare le ingenti risorse boschive? Nel 1913, dopo lunghe e laboriose discussioni, arriva il primo progetto, finanziato in seguito dalla Autorità Superiore. E nel 1919 arriva così la strada del Bûs che sfrutta l’accesso naturale alla conca di Sauris, ovvero la valle del Lumiei. Da quell’anno e fino al 1922 le ditte Nigris e Micoli realizzano il tratto stradale fino al settimo km da Ampezzo. La strada si inoltra sul versante destro del Vallone e, varcato il Rio Nier, prosegue sulla stretta e profonda gola dove sarà realizzato il “mitico” ponte da poco celebrato per i suoi nove decenni di esistenza. E così, nel 1924 comincia la costruzione del secondo tratto di strada, quello più arduo da realizzare: di sotto c’è uno strapiombo che soltanto a guardarlo si mozza il fiato. Tra inizio dell’opera e collaudo passano ben 10 anni, fino al 1934. Nel cantiere si adoperano sterratori, muratori, carpentieri, minatori e carradori. Un fianco della montagna sulla destra della Novarza viene rosicchiato dalle esplosioni e con agili ponticelli vengono fatti raccordi tra rupe e dirupo; si scavano, poi, lunghe gallerie.

L’ingegner Tristano Valentinis, progettista della strada, collabora con l’architetto Benvenuto Elia Fior anche all’opera più importante, il ponte sul Lumiei. Per realizzare il manufatto in calcestruzzo armato si utilizza una centina già adoperata per erigere il ponte ferroviario di Salcano a Gorizia: Annibale e Aurelio Nigris vanno direttamente sul posto a contrattare l’acquisto dello strumento edile. E così, il 23 giugno 1928, partono i lavori con il getto degli appoggi della grande centina. Mirabile e coraggiosa l’azione degli operai che stendono i fili attraverso l’abisso. Il ponte comincia a prendere forma. Il getto di cemento viene effettuato tra il 16 ottobre e il 6 novembre di quell’anno, mentre piove a catinelle, con la colatura prima sulle due estremità e poi nel terzo dell’arco. La “magia” è fatta! Il ponte si allunga di un centinaio di metri, è alto sull’alveo 105 mt, ha larghezza di poco superiore ai 5 metri e presenta un’unica arcata. La sua costruzione (costata alla fine 1.180.000 lire!) richiede manodopera specializzata locale e tirolese. Il collaudo finale avviene nel 1934 a opera dell’Ispettore generale del Genio Civile, ingegner Michele Selvaggi: ci siamo, la nuova via di comunicazione è pronta!

La costruzione del ponte ha richiesto il sacrificio di una vita umana. Dopo 90 anni, il manufatto è ancora “prestante”, soprattutto dopo i lavori di ristrutturazione realizzati dalla Provincia di Udine nel novembre 2016. Per ricordare la storia di questa epica impresa, a quasi un secolo dal suo compimento, lo scorso novembre è stata apposta una targa, anche a memoria di chi ha prestato la sua opera per la costruzione, oltre ai cinque operai deceduti nel corso dei lavori. La cerimonia è stata impreziosita dalla presenza del coro Zahre di Sauris, con musiche (suonate da Elena Morandini, pronipote di Aurelio Nigris) sul ponte stesso grazie a un pianoforte portato al centro del manufatto, accompagnato da violino (di Petris Enza, Simonitti Mariaelena) e dalle trombe di (Muresu Andrea, Burba Paul)
Al Kursaal di Sauris di Sotto è poi stato proiettato un documentario storico, seguito da una pièce teatrale di Carlo Tolazzi “Sei apostoli per un ponte”. «Una grande emozione e una bella giornata di festa», ha commentato l’imprenditore Fausto Schneider, coscritto del 1959. In attesa che il ponte celebri nuovi traguardi.

RedazionePONTE SUL LUMIEI, QUANDO I PONTI FANNO LA STORIA DI UNA INTERA COMUNITA’