FRANZ, IL FILOSOFO DEI NOSTRI TEMPI: VIVE CON 200 EURO AL MESE E VUOLE CAMBIARE IL MONDO. CE LA FARA’

Vive a Moggio Udinese, fra le montagne del Friuli, un ridente paesino poco più in giù di Chiusaforte (Ud), nota per avere dato i natali, a gente come Pierluigi Capello, il poeta, dall’animo sensibilissimo. E anche Emanuele Franz parrebbe sensibile. Sicuramente: fuori dal coro. Lontanissimo, per usi e costumi, dal modo di vivere di un ragazzo italiano, europeo, della sua età. Non ha nemmeno 40 anni e si sente, in animo, di dover cambiare il mondo. Come? Con la sua filosofia di vita. Con i suoi scritti. Libri sulla sua filosofia pensante e presente: in discussione con i più grandi filosofi ormai non più su questo mondo, e con quelli ancora viventi che, proprio lui, va a cercare ed incontrare in tutto il pianeta.

Vive con duecento ero al mese, come racconta lui, in una casa modestissima. ‘Molti di coloro che hanno cambiato il mondo erano poveri’ dice. E’ vero. Se pensiamo a Gandhi, oppure, per stare più vicino anche William Shakespeare morì povero di denaro, ma ricchissimo di una dote letteraria che ancor oggi apprezziamo. Ed anche per il drammaturgo inglese la fama, o meglio, il riconoscimento arrivò post mortem.

‘Sento che posso e devo cambiare il mondo, lasciare il segno del mio passaggio’ spiega.

Chi siamo e dove stiamo andando? Dalla notte dei tempi, l’uomo si chiede un tanto. Scoprire la propria identità è forse un primo passaggio per capire perché siamo qui.

E’ ideatore del convegno ‘Identitas’: che si terrà a Udine (per la seconda edizione) il 31 marzo prossimo.

La prima edizione del convegno, intitolata Identitas, uguali ma diversi, si è tenuta a giugno 2019 presso il castello di Udine e ha visto una grande affluenza. Erano più di 400 le presenze. Purtroppo, non sono mancate le polemiche, soprattutto per la presenza di Aleksandr Dugin, filosofo russo molto vicino al presidente Vladimir Putin. Questo ha fatto sì che un altro filosofo di rilievo, Noam Chomsky, è stato, oserei dire, invitato a non partecipare all’evento. Lo farà tuttavia quest’anno con una videointervista. È per me una grande soddisfazione sapere che, al di là delle polemiche, Chomsky ha capito l’importanza di questo convegno.

Il titolo di quest’anno pare molto ambizioso.S’intitola ‘Identitas Fede e Scienza’ e indaga il rapporto tra razionalità e irrazionalità. Coinvolgerà tre Premi Nobel e personalità di ben sei nazioni diverse, dando al convegno una portata mondiale. Ci sarà anche un intervento scritto di sua santità il Dalai Lama.
‘Non parlerei tuttavia di tema ambizioso. C’è solo la volontà di offrire più punti di vista, facendo
dialogare figure diverse fra loro su un tema importante: quello dell’identità. Ci sarà lo scienziato
credente, Antonino Zichichi, ma anche lo scienziato laico, Piergiorgio Odifreddi, Reinhold Messner con un intervento su intuito e tecnica, cosa che verrà trattata anche da Angelo Branduardi riguardo alla musica. L’unica ambizione, se di ambizione si può parlare, è potere fare diventare questo convegno un vero e proprio festival che tratti l’identità da diversi punti di vista, allargandolo alla tradizione, ai costumi, alla società, alle scienze sociali, ma anche alla musica’.

 

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