BUBISUTTI SINDACO DI TOLMEZZO? ‘IO? MAI!’

di Danielle Maion

Aurelia Bubisutti, deputata della Lega dal 2018, dopo un’esperienza di vicesindaco e poi di assessore del Comune di Tolmezzo (Ud), fa parte della commissione Agricoltura, che va a toccare foreste e ambiente.

Visto il suo impegno da sempre dimostrato per la comunità locale, si presenterebbe alla carica di sindaco di Tolmezzo?
«Non sarebbe corretto dire che non lo voglio fare, ma per quanto mi riguarda, e in base alla mia esperienza amministrativa di due mandati, penso che in questa fase della mia vita sarebbe un impegno molto gravoso. Ritengo che oggi fare il sindaco come si deve tolga moltissime energie, moltissimo tempo alla famiglia e ti carica di enormi responsabilità. Sempre che lo si voglia fare con serietà e impegno e non come strumento per altre aspirazioni.»

È quindi legittimo a questo punto chiederle come giudica il lavoro del sindaco di Tolmezzo Francesco Brollo…
«No, non me lo chieda.» 

In alternativa, chi vedrebbe come donna sindaca di Tolmezzo?
«Ci sono alcune donne che potrebbero farlo. Ne hanno le capacità. Sarebbe interessante vedere una donna al comando a Tolmezzo, realtà complessa dove sono necessarie doti strategiche, consapevolezza del ruolo trainante della nostra città, capacità di ascolto e di sintesi. In poche parole una donna di grande senso di responsabilità.» 

Dopo il territorio locale, parliamo di quello nazionale. Come vede la situazione economica attuale?
«È ancora presto per fare i conti. C’è senz’altro una grande preoccupazione per i mesi a venire. Alcuni settori hanno sofferto più di altri, come il turismo e il commercio. La Regione Friuli Venezia Giulia si è già molto impegnata per fare fronte alla situazione attuale; spero facciano lo stesso a Roma dove finora sono stati dati contributi a pioggia e non a chi ne aveva veramente bisogno.»

Si tratta quindi di rivedere quello che è stato fatto finora…
«La politica deve senz’altro individuare quali siano i settori veramente in difficoltà e incidere su quei settori. Deve intervenire nei “posti giusti” avendo sempre una visione rivolta allo sviluppo economico del paese.» 

E la montagna?
«Come succede per i vari cicli economici, sembra che in montagna le cose arrivino con più lentezza. È il caso, ad esempio, del turismo dove pare che i poli abbiamo retto abbastanza bene. È andata “meno peggio” di come si prospettava, ma è comunque un po’ presto per dire qualcosa di definitivo. Bisogna vedere come si evolve la situazione sanitaria.» 

Dove è orientato il suo impegno politico?
«Essendo membro della commissione Agricoltura, dialogo ovviamente moltissimo su quello che può essere fatto in montagna. Ho portato avanti un emendamento riguardante l’eccessiva polverizzazione fondiaria per cui singole unità sono formate da appezzamenti di terreno non appartenenti allo stesso proprietario. L’emendamento prevede agevolazioni fiscali per i proprietari che possano aiutare a superare la difficile ricomposizione fondiaria. Sto lavorando anche su un problema che tocca da vicino la Carnia: la malattia degli abeti rossi. Ho presentato un’interrogazione alla ministra delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, in cui ho fornito una chiara valutazione dei danni causati da questa malattia. Un’altra interrogazione ha riguardato i lavori di sanificazione e vuole arrivare a ottenere un decreto che estenda la concessione di risorse anche ai terreni di privati.»

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TOLMEZZO, ZEARO: ‘LA MONTAGNA DEVE CONTARE DI PIU’ NELLA PROSSIMA GIUNTA REGIONALE ED IN CONSIGLIO’

Dario Zearo, ex sindaco di Tolmezzo (Ud), uomo di centro destra, interviene sul percorso che ha portato alla scelta di Massimiliano Fedriga (Lega Nord), alla candidatura per la coalizione opposta a quella di Sergio Bolzonello (Pd), alla guida del Friuli Venezia Giulia, e pensa al futuro post consultazioni.

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L’INTERVISTA A DEBORA SERRACCHIANI PER L’8 MARZO: ‘IO, PREDA DI ATTACCHI FEROCI DA MOLTE DONNE. NON ESISTE LA SOLIDARIETA’ FEMMINILE’

di Francesca Schenetti

Festa della donna. Un 8 marzo 2018, quasi di primavera in Friuli Venezia Giulia, ed altrove. Come sta vivendo queste ore, in questo giorno dedicato al gentil sesso: Debora Serracchiani? Non dovrebbe essere necessaria la data su di un calendario per ricordarsi del valore di ogni donna. Se questo ancora accade, significa che siamo molto lontani dalla parità di genere: in merito a competenze, ruoli, valore personale. Serve un 8 marzo per ricordasi di quanto ha fatto la donna per lo sviluppo del mondo, in tutti i campi ed in ogni settore? Val forse la pena fermarsi a riflettere sulla data di oggi per le tante donne che si sono sacrificate per la nostra libertà, conquistata oggi. Serracchiani come si sente in questa giornata, da donna. Dopo giornate convulse a livello politico nazionale. Come ha vissuto anni di attacchi personali, molti dei quali partiti da donne, come lei, come noi?

Come si sente oggi, 8 marzo 2018, in questo preciso momento storico? Mi trovo in un momento politicamente molto complicato. Ed oggi mi viene da riflettere sul ruolo della donna in politica. Sull’idea di quello che la donna possa essere, e come possa esprimersi, appunto in politica. E’ un ruolo faticoso. Molto più difficile rispetto ad un uomo.

Lei, in questi anni da governatrice del Fvg ha ricevuto attacchi, anche personali, di ogni tipo. L’hanno ferita quelli che provenivano dalle donne? Sanno essere molto cattive le donne, soprattutto fra di loro. Si, purtroppo, ho ricevuto attacchi personali anche molto pesanti. Sono stati difficili da affrontare. Non mi aspettavo fosse così complicata questa tipologia di situazione. Diciamo che tutti gli attacchi ricevuti in questi anni mi hanno reso più forte. E’ vero che le donne fra di loro sanno essere terribili.

Non pensa che sarebbe più intelligente essere solidali fra donne?  Almeno fra di noi. Già dobbiamo fare i conti con un mondo maschilista. Certamente. Si sa però che la solidarietà femminile è cosa rara.

Non la feriscono di più gli attacchi che ha ricevuto dalle donne? Diciamo di sì. Parto sempre dal presupposto che si tratta di un fattore culturale. Se io fossi stata un uomo, non si sarebbero permessi o permesse, di farmi certi attacchi. Mi hanno addirittura additato come poco sensibile verso certi temi, perché non sono madre. C’è ancora un grandissimo lavoro, lo ripeto, di tipo culturale, da fare. Siamo indietro. Lo dovremmo iniziare a fare nelle scuole, insegnare ai più piccoli che uomo e donna sono diversi, ma hanno pari valore.

Anni luce oserei dire. Anni luce siamo indietro, con la nostra società. Non pensa che l’atteggiamento verso di lei, o verso chiunque al suo posto, debba essere e poteva essere molto più ‘laico’. Intelligente. Almeno da parte delle donne? Assolutamente sì. Certi affronti sono arrivati, e lo ribadisco, solo perché sono donna. Un giorno mi dissero che avevo gli attributi. Ebbene, io non li ho e non li voglio li attributi. Sono donna, punto e basta. C’è una diversità di genere oggettiva. Quello che conta sono le competenze, il valore, le capacità.

Lei non ha figli. Come vive questa situazione? Io mi sento molto appagata da un punto di vista personale. Non ho figli perché i figli li devono volere in due. Non penso proprio che il non averne per una donna significhi una mancanza per la proprio realizzazione. Il senso materno che abbiamo innato lo possiamo utilizzare in mille altri campi, nella nostra vita.

Abbandoniamo quindi ormai vecchi retaggi e pressioni sociali che vogliono la donna con figli? Direi proprio di sì. Come del resto avviene già in molti altri Paesi.

E prima di tutto viene la persona, no? Il rispetto per la persona: donna o uomo che sia. Certamente. Ed è anche quello che è venuto a mancare nei miei riguardi. Con un accanimento alle volte feroce. Allora, in una situazione simile, una persona pensa alle priorità. A cosa davvero è importante nella vita. Ti rendi conto allora, che prima di tutto viene la tua integrità, che passa dalla dignità. Sono prima di tutto una persona, una donna, con le sue sofferenze – patite molto in questi ultimi anni -. Ho imparato ad affrontare le situazioni. Mi ci è voluto tempo e coraggio.

Come giudica l’esperienza da presidente della Regione, fin qui? E’ stata un’esperienza che mi ha arricchito moltissimo, ho conosciuto persone capaci. Mi ha dato tante soddisfazioni, come delusioni. Ho fatto il meglio che potevo. Nonostante tutto e tutti. Penso di essermi calata nelle problematiche di chi non aveva un lavoro, di chi affrontava l’avanzare dell’età in solitudine, di chi aveva problemi di salute. Ho fatto miei quei problemi. Questa è la verità.

Vivrà ancora in Fvg, o si trasferirà a Roma, con il nuovo incarico da parlamentare? Continuerò a vivere in Fvg, dove si trova ormai tutta la mia famiglia. Non ho più legami familiari con Roma, la città da dove provengo.

Mi pare di sentirla molto serena? Direi proprio di sì. Ho passato momenti difficili nei giorni scorsi. Ma ora sto bene. Le cose veramente importanti nella vita, di una donna, di una persona, sono altre. Questo vale per tutti.

 

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CARLANTONI: ‘IL FUTURO DELLA MONTAGNA SI COSTRUISCE ANCHE PARTENDO DA CHI VI OPERA COME IMPRENDITORE. DOBBIAMO SOSTENERE IL FARE IMPRESA IN MONTAGNA’

Roadshow nella zona industriale di Amaro, per Renato Carlantoni. Si chiama “burocrazia attiva” (o “burocrazia zero”) ed è un progetto che potrebbe assicurare ulteriore slancio all’economia della montagna, anche nella zona industriale di Amaro (Ud). Ne è assolutamente convinto Renato Carlantoni, già sindaco di Tarvisio e pronto a misurarsi con le prossime consultazioni regionali.

 

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MALBORGHETTO, IL NEO ASSESSORE BUSETTINI GIA’ AL LAVORO SUL FESTIVAL DELLE RISONANZE

‘Sono già al lavoro sul Festival di musica classica delle Risonanze che si terrà a Malborghetto nel giugno del 2017. Un evento culturale e turistico che, quest’anno dovrà avere un respiro internazionale, portando in valle migliaia di persone’ ha affermato ieri Alberto Busettini, neo assessore alla Cultura, nella giunta di Boris Preschern, a Malborghetto. Era circolato il nome di Busettini anche come candidato sindaco a Tarvisio, per la coalizione di centro sinistra alle prossime elezioni amministrative, questa nuova nomina nel Comune vicino, toglie ogni dubbio sulla sua eventuale candidatura.

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