MALTEMPO IN CARNIA: FAMIGLIA EVACUATA E DANNI AL MURO DI UN PALAZZO STORICO

di Danielle Maion

Il maltempo che ha flagellato il Nord Italia non ha risparmiato il Friuli Venezia Giulia che vede 43 Comuni seriamente colpiti, soprattutto nell’Isontino e nella Pedemontana. A Pontebba (Ud), record di precipitazioni.
Frane, smottamenti, allagamenti e fiumi in piena, un po’ ovunque in Regione, ma “l’episodio è stato comunque abbastanza contenuto” riferisce Amedeo Aristei, direttore della Protezione civile regionale, “molto limitato rispetto all’emergenza del 5/6 giugno per cui era stato chiesto lo stato di emergenza”.
Aristei ricorda, tra gli eventi di rilievo, l’interruzione della fornitura di energia elettrica per 7.500 utenze del territorio regionale, con l’esclusione del Tarvisiano e della Carnia, danni alla viabilità comunale per colata di detriti, la mancata fornitura d’acqua nella Val D’Arzino per 15.000 utenze. L’intervento di rispristino è previsto per giovedì prossimo. L’ultimo evento significativo ricordato si è registrato in Carnia (Ud), nel comune di Arta Terme, dove è stata evacuata una famiglia per la caduta di un albero sull’edificio adibito ad abitazione.
L’acqua ha provocato a Paularo, sempre in Carnia, la caduta di parte del muro che recinta i terreni circostanti l’antico Palazzo Calice Valesio. Il materiale si è poi riversato sulla storica scalinata che dalla strada principale porta all’edificio.

Muro crollato nella proprietà del Palazzo Calice Valesio di Paularo (Ud)

Il maltempo verificatosi in questi giorni non è un episodio isolato e, come riferisce Sergio Nordio, dell’ARPA Fvg, “è diretta conseguenza dei cambiamenti climatici planetari”. “Episodi di questo tipo – prosegue Nordio – sono fuori scala dal punto di vista statistico: la quantità di pioggia caduta è pari a 400 mm, che è equivalente a 400 litri di acqua su un metro quadrato di superficie”. Si tratta di un volume ingente rispetto a quello che è caduto in Veneto e Trentino Alto Adige.
Nordio ritiene tuttavia difficile prevedere se simili episodi accadranno più spesso, “anche se si registra un aumento della frequenza di piogge intense e colpi di vento”.

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“GUSTO CARNIA” INCANTA I PALATI ANCHE NELL’ESTATE DEL COVID. GRANDE SUCCESSO PER L’APPUNTAMENTO A PAULARO

 

Da sx: Danilo Farinelli, direttore generale di Carnia Industrial Park, on. Aurelia Bubisutti e Paola Schneider, presidente di Federalberghi Fvg


Aria rivitalizzante, panorama naturalistico d’incanto – reso ancora più smagliante nei colori e nei toni da una stagione favorevole – e una ricchezza enogastronomica che non teme concorrenti, anche per la raffinatissima mise en place.
Racchiude tutto questo “Gusto Carnia”, il progetto nato nel 2015 dalla volontà di 8 ristoratori e da un artigiano del gusto dislocati nelle splendide vallate carniche per promuovere un viaggio alla scoperta dei sapori della tradizione friulana in chiave moderna.
Un viaggio che la pandemia non ha certo fermato, come ha mostrato il riuscitissimo appuntamento organizzato a palazzo Calice a Paularo (Ud) in quest’estate 2020. Il contesto, dall’eleganza sobria quanto raffinata, ha reso ancor più apprezzabile un menù originalissimo e invitante: dalle millefoglie di erbe, mousse di caprino e fiori di zucca con Friulano Vigneto Storico 2018 a la paella della Val d’Incarojo abbinata a “La bionda” del birrificio di Cedarchis di Tomezzo; dai funghi gialletti e porcini in zuppetta accompagnati dal Pinot Bianco Dop al gnocco viola, formadi frant, pere, noci e salsa vittoriale da gustare con “La rossa” del birrificio di Enemonzo. Proposte davvero per ogni palato, come hanno dimostrato anche la lievitata di saraceno, sfilacci di maialino leggermente affumicati, velluta fredda di pino mugo o il filetto “secondo Noi!!!”, abbinati rispettivamente con “La bionda canapa” del birrificio di Sauris (Ud) e “L’Ambrata” del birrificio di Imponzo di Tolmezzo.
A portare tanta creatività e bontà in tavola, l’Antica trattoria Al Borgat di Tolmezzo, l’hotel ristorante centro benessere Gardel di Arta Terme, l’hotel ristorante al Sole di Forni Avoltri, l’hotel ristorante Park Oasi di Arta Terme, l’albergo ristorante Riglarhaus di Sauris, l’Osteria Acqua e Farina di Imponzo, e poi Molinari con i suoi salumi e il birrificio di Forni di Sopra, Luca Petris con i formaggi di Malga e lo Schioppettino di Prepotto del 2017 e Zea con la trota affumicata di Sauris unita al Prima Nera, Sumpunate Brut Rosé da Schioppettino. Stupore e piacere gustativo anche al dolce, con il tramezzino ai lamponi e perone rosso con gelato al basilico dell’Artigiano Gelatiere di Tolmezzo. Il gelato ha accompagnato anche l’aperitivo, al gusto di ricotta di malga con trota affumicata.
‘Molto impegnativa è stata l’organizzazione – ha affermato Paola Schneider organizzatrice dell’evento – crediamo però nelle nostre tipicità, uniche, in rappresentanza del territorio, della Carnia’.
Il prossimo appuntamento è nel 2021.

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COVID, FERRAZZI CONFINDUSTRIA BELLUNO: ‘LE AZIENDE TORNANO IN LOCO, CON LA DEGOBLALIZZAZIONE’

di Danielle Maion

Andrea Ferrazzi, 43 anni, è direttore di Confindustria Belluno Dolomiti dal 2017. L’associazione bellunese raggruppa attualmente circa 370 aziende.

Covid e montagna, cosa è accaduto?
«Quando parliamo di montagna veneta parliamo di Belluno perché buona parte del territorio montano è bellunese. Inutile dire che l’emergenza sanitaria ha avuto un pesante impatto sull’economia veneta, come peraltro in buona parte dell’Italia. Colpito particolarmente il settore dell’occhialeria che lavora moltissimo con gli Stati Uniti. Metalmeccanica ed elettronica stanno per ora ‘a galla’.
Bisogna dire che aziende hanno generalmente retto bene la situazione ma rimane il problema della domanda che per ora manca.»

Com’è cambiata l’economia?
«La crisi sanitaria ha solo accelerato dinamiche preesistenti, in particolare il problema della digitalizzazione e della deglobalizzazione, ossia la rilocalizzazione delle aziende sul territorio.»

Aspetto quindi positivo della crisi…
«Da un certo punto di vista, sì. Riportare le aziende delocalizzate significa creare un’opportunità per intervenire sul territorio con adeguate infrastrutture e una maggiore digitalizzazione porta inevitabilmente a sviluppare le competenze territoriali.»

«In questo particolare momento, quali sono le richieste delle aziende?
Ovviamente ci sono richieste di liquidità, ma avvengono a macchia di leopardo perché provengono soprattutto dalle aziende che avevano già difficoltà nel periodo pre-Covid.»

Come vede i prossimi mesi?
«L’autunno sarà caratterizzato da una situazione molta incerta che darà tuttavia l’opportunità di intervenire con le trasformazioni necessarie per stare al passo con i tempi.»

Veneto e Friuli sono tanto diversi?
«I problemi della montagna sono unici ed è questo uno dei motivi per cui abbiamo messo in atto, nel marzo 2018, un progetto Confindustria cui partecipano Udine e Pordenone. Si tratta di individuare idee progettuali per sviluppare e valorizzare le competenze sul territorio.»

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LATTIERO CASEARIO, NASCE IL CONTRATTO DI RETE ‘FILIERA ARTELATTE’

È stato recentemente siglato a Gemona il contratto di rete “Filiera Artelatte” che formalizza la collaborazione tra un significativo gruppo di aziende impegnate nel settore lattiero-caseario ed il caseificio di Ovaro – Artelatte.

Il contratto di rete nasce con l’obiettivo generale di migliorare l’efficienza e la competitività produttiva delle varie imprese aderenti, garantendo produzioni lattiero casearie di ottima qualità e condizioni di benessere degli animali allevati sempre migliori.

Il progetto prevede infatti la partecipazione di 18 allevatori che sviluppano nel complesso una capacità produttiva annuale di circa 60.000 quintali di latte vaccino, rappresentando una quota di assoluto rilievo nel panorama zootecnico regionale.

Il progetto, coordinato da Filippo Sbuelz, prevede una consistente serie di investimenti, complessivamente per oltre 1 milione di euro, che andranno ad interessare sia gli allevatori che le  imprese di trasformazione e commercializzazione coinvolte.

Gli interventi proposti interessano i vari anelli della filiera lattiero casearia e saranno quindi rivolti in primis al miglioramento della gestione delle colture foraggere, lavorate 800 ha di superfici. Sono poi previsti investimenti finalizzati ad aumentare il benessere degli animali, con adeguati miglioramenti sulle strutture di allevamento che comprendono complessivamente oltre 1.500 capi bovini. Verranno inoltre fatti investimenti sui caseifici: nei quali il latte vaccino viene trasformato in una articolata serie di produzioni casearie, come yogurt, mozzarella, formaggi freschi e stagionati.

Le strutture coinvolte sono rappresentate dal Caseificio di Ovaro – Artelatte s.r.l. e lo stabilimento di stagionatura e distribuzione Pezzetta di Fagagna, con il Caseificio Della Savia di Basiliano, la Latteria di Mortegliano e la Latteria Borgo Centro di Fagagna.

Il progetto è stato presentato in Regione e, verificata la disponibilità finanziaria, potrà eventualmente godere del sostegno previsto dalla Legge Regionale n. 6/2019 art. 33. La specifica linea di intervento, fortemente voluta dall’assessore all’Agricoltura Stefano Zannier ha infatti già consentito di promuovere numerose iniziative nell’ambito del settore lattiero caseario regionale.

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ARRIVA LA CANZONE DELLA VALCANALE: ‘VACANZE IN VALCANALE’

di Danielle Maion

https://studio.youtube.com/video/T7nU-GiY-Kk/edit/basic

Fare una vacanza in Valcanale non è una scelta azzardata ma ben consapevole, stando alle bellezze e opportunità offerte dal territorio e ricordate dalle parole della canzone intitolata ‘Vacanze in Valcanale’ e composta da Gabriele Moschitz, musicista di Camporosso di Tarvisio (Udine).

Sarebbe strano il contrario. Lì, “il cielo, lo tocco con un dito e la musica e il canto sono un rito”. Una vacanza in Valcanale è quindi un must, ma trovarne un inno è proprio una particolarità e parlarne con il suo compositore diventa un obbligo. Moschitz ha la bend dei ‘Doganirs’ da ben 46 anni, senza contare che la musica è stata parte della sua vita fin dalla  tenera età. Sì, perché le note risuonano attorno a Gabriele da quando ha 5 anni: il padre era infatti iscritto al conservatorio di Lubiana. Pur avendo dovuto interrompere gli studi a causa della guerra, aveva sempre mantenuto viva la musica entro le mura di cas

Ha fondato, a metà anni ’90, la scuola di musica Gruppo bandistico della Valcanale.

L’impegno di Gabriele non si è fermato lì e, guidato dal suo amore per la Valcanale, ha composto una canzoncina promozionale del territorio.

Così incide in lingua friulana la ‘Madonute dal Lussari’ per AVF Studio di Nimis; ma non bastava: il musicista di Camporosso ha poi dato vita a ‘Vacanze in Valcanale’, allegro pezzo, questa volta in italiano, che alterna le voci del “vecchio” e del “giovane”.

La canzone non deve accompagnare nulla. Nelle sue parole è racchiuso un grande messaggio promozionale: musica tipica con un accenno alle bellezze paesaggistiche del territorio, alla cordialità e ospitalità della sua gente, al cibo sano e genuino, e soprattutto al divertimento che le note allegre e vivaci aiutano a testimoniare.

“La vita in Valcanale è un concerto di sapori e di allegria, di lingua, di culture e fantasie”. Quid plura? Già… che dir di più.

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UDINE SEMPRE PIÙ AMICA DI MOSCA

Recente missione a Mosca di una delegazione friulana

di Danielle Maion

Dopo l’approvazione della giunta comunale, Udine è pronta per il gemellaggio con la cittadina russa di Dmitrov dell’Oblast’ di Mosca. L’ufficializzazione, inizialmente prevista a maggio e rimandata a causa dall’emergenza sanitaria, si terrà a settembre-ottobre prossimo.
La creazione di rapporti tra il Friuli Venezia Giulia e la Russia non è certamente una novità.
Il promotore dell’iniziativa, Sergio Chinese, ex sindaco del Comune di Resia (Udine), aveva infatti sottoscritto nel 2016, durante il suo mandato, un gemellaggio con Fryazino, cittadina situata a 20km da Mosca che aveva visto, nel secolo scorso, la presenza di numerose maestranze friulane. Nessi storici sono quindi alla base di questo gemellaggio, ma non solo.
“Abbiamo molto che ci accomuna alla Russia da un punto di vista culturale – ricorda Chinese – e il Friuli Venezia Giulia desta molto interesse, in particolare per la presenza del porto di Trieste che gode del regime di libero scambio.”
Perché gemellare Udine? La scelta è presto spiegata.
“Udine è la sede del Consolato onorario della Federazione russa, guidato dall’imprenditore Carlo Andrea Dall’Ava e il capoluogo friulano ha le stesse potenzialità dell’insediamento industriale di Dmitrov.”
Dopo un iniziale riserbo da parte dell’amministrazione comunale di Udine, è stato stipulato, nel mese di dicembre 2019, un trattato di amicizia e cooperazione con Dmitrov. In quell’occasione, l’ex sindaco di Resia ha presentato Udine “come la capitale del Friuli” e ha anche parlato di tutto il territorio limitrofo.
Gli interessi sono orientati verso un possibile “sviluppo turistico, del settore metalmeccanico e di quello agroalimentare, soprattutto di quello enologico”, dichiara Chinese. “Poco invece l’interesse per gli sport invernali, ma piace moltissimo l’aspetto paesaggistico del territorio e il mare.”
“Questi rapporti sono molto importanti – conclude Chinese – per riuscire ad essere pronti alla riapertura con la Russia.”
Ricordiamo infatti che in seguito all’annessione della Crimea da parte della Russia nel marzo 2014, l’Unione Europea ha introdotto una serie di misure restrittive nei confronti di Mosca e la Russia ha risposto con contro-sanzioni prorogate al 31 dicembre 2020.

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