COLAUTTI E CARGNELUTTI (NCD): PROPOSTA DI LEGGE CHE IMPEDISCE AL CONSIGLIO DI ESPRIMERSI SUI REFERENDUM ABROGATIVI

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO “Il Consiglio regionale che fa le leggi non può anche discutere l’ammissibilità degli referendum sulle stessi leggi. È una distonia che va superata, costituendo un Comitato di garanzia che decida al riguardo”.
Così i consiglieri regionali di Ndc Alessandro Colautti e Paride Cargnelutti sintetizzano il senso e uno dei contenuti fondamentali della proposta di legge che hanno depositato venerdì 16 settembre per modificare la legge regionale 5/2003 riguardante “Norme relative alla richiesta, indizione e svolgimento dei referendum abrogativo, propositivo e consultivo e all’iniziativa popolare delle leggi regionali”.
Una modifica sollecitata da quanto accaduto in Consiglio il 5 luglio il 27 luglio, quando l’Aula ha dovuto decidere sull’ammissibilità dei referendum per l’abrogazione della legge regionale di riforma sanitaria, di parte della riforma delle Uti e della legge del 2016 sulla “Organizzazione delle funzioni relative al servizio idrico integrato e al servizio di gestione integrata dei rifiuti”.
Il Consiglio allora se ne occupò perché l’Ufficio di presidenza dello stesso Consiglio non aveva raggiunto una posizione unanime sui quesiti. “È evidente a tutti che – considerano Colautti e Cargnelutti – il voto su quei referendum è stato politico e non tecnico”. Da qui la necessità di cambiare.

Francesca SchenettiCOLAUTTI E CARGNELUTTI (NCD): PROPOSTA DI LEGGE CHE IMPEDISCE AL CONSIGLIO DI ESPRIMERSI SUI REFERENDUM ABROGATIVI
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